articolo a cura della d.ssa Tiziana Capocaccia, psicologa, grafologa, mediatrice familiare.
Si tratta di un test proiettivo grafico, volto ad approfondire le caratteristiche della personalità di chi vi si sottopone.
Un test proiettivo si definisce tale in quanto offre al soggetto degli stimoli che, per la loro natura non nettamente definita, sono predisposti a molteplici interpretazioni. Ciascuno opterà per il senso a lui più congeniale in base alla sua personalità e alla sua storia. Dati clinici e normativi di riferimento aiutano il professionista nel trarre un’adeguata interpretazione.
Si tratta di un test grafico, carta-matita. Si fornisce al sog
getto un apposito modulo dove sono riportati dei riquadri e in ciascun riquadro si trova stampato un segno volto ad evocare un qualcosa.
Si invita il soggetto ad effettuare un disegno per ogni riquadro a partire da ciò che gli viene suscitato dal segno già presente.
Si tratta di otto riquadri, in ciascuno è stampato un segno diverso e la persona può iniziare liberamente dal riquadro che preferisce e proseguire con l’ordine che vuole, purché li completi tutti con dei disegni di senso compiuto, quindi cercando di evitare disegni astratti.
L’esaminatore segna il tempo di esecuzione, anche se non ci sono limiti stabiliti, prende inoltre nota dell’ordine di esecuzione e alla fine svolge un’intervista in cui domanda al soggetto come intitolerebbe ciascun disegno e indaga anche sull’ordine di preferenza dei suoi prodotti grafici.
Il test permette di valutare diversi aspetti. Gli aspetti puramente grafici si sommano ai temi dei disegni realizzati che assumono uno specifico significato in base al carattere evocativo di partenza di ogni riquadro.
Come ogni test proiettivo attendibilità e validità sono sicuramente scarse rispetto a test cognitivi. Tuttavia se l’esaminatore ha una buona preparazione i test grafici come questo possono fornire delle informazioni importanti sulla personalità del soggetto, arricchendo e convalidando quanto è possibile raccogliere nel colloquio.